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mercoledì 16 aprile 2008

Bellini, la riconferma del presidente

Il minisindaco rieletto con 49.873 voti.
Per lui terzo mandato al Municipio XVI


La volata questa volta si è risolta proprio sulla linea del traguardo. Il candidato del Centrosinistra Fabio Bellini è stato rieletto presidente del Municipio Roma XVI: ha vinto la sfida elettorale al primo turno con 49.873 voti (50,68%) superando la candidata del Centrodestra Beatrice De Bono (32.836 voti, 37,93%), Marco Giustini della Lista civica Amici Beppe Grillo (4.079 voti, 4,71%), Andrea Pennacchi dell’Udc (3882 voti, 4,48%), Antonio Crisciotti de La Rosa bianca (1.233 voti, 1,42%) e Alessandro Battistoni del Partito socialista (664 voti, 0,77%). Per Fabio Bellini, 47 anni, si tratta del terzo mandato alla presidenza del XVI Municipio. Tra gli obiettivi raggiunti nell’ultima consiliatura (2006-2008) si possono elencare gli interventi operati in materia di welfare a favore di anziani, disabili, minori e famiglie, le attività rivolte alla solidarietà e alla sicurezza nei quartieri (su tutti lo sgombero del Residence Roma in via Bravetta) e le politiche ambientali ispirate alle linee guida dell’Agenda 21 e a quelle del Protocollo di Kyoto. Non meno rilevanti sono stati i piani d’intervento per la riqualificazione dei quartieri, con l’approvazione o la deliberazione di vari finanziamenti per i quartieri Bravetta, Monteverde, Porta Portese, Massimina e Pescaccio. Tuttavia il lavoro futuro che attende il riconfermato presidente sarà comunque molto e il prossimo lustro si preannuncia ricco di sfide.

martedì 18 marzo 2008

Via Portuense


Sottopasso ferroviario, iniziati gli interventi


Lo avevamo anticipato qualche mese fa in una delle ultime edizioni de La Piazza di Arvalia Portuense. Ora ci siamo. Dopo un lungo attendere, hanno preso finalmente il via i lavori per l’ampliamento del ponticello di via Portuense all’altezza dell’ex drugstore. L’investimento complessivo è di circa 5,5 milioni di euro, di cui 2,8 finanziati dal Comune.
La conclusione dei lavori è prevista per la primavera del 2010; a interventi ultimati la struttura, che prevederà un’altezza di 4,60 metri e una sede stradale con una larghezza di 7 metri per ciascun senso di marcia, consentirà il transito, in entrambe le direzioni, anche ai mezzi pubblici il cui passaggio non è finora possibile per le ridotte dimensioni della carreggiata. La circolazione stradale, durante l’intera apertura del cantiere, non subirà cambiamenti e il traffico dei treni sulla linea Roma - Fiumicino Aeroporto sarà solo rallentato esclusivamente nel tratto del ponte.
è grazie al dialogo e alla sinergia tra Municipio XV, Comune di Roma e Ferrovie dello Stato che l’intervento, ritenuto fondamentale per migliorare la viabilità della via Portuense, ha potuto avere inizio. Con il nuovo ponte sarà possibile un collegamento diretto dei mezzi pubblici con la zona Marconi - Ostiense e sarà notevolmente ridotto il traffico veicolare che, specie nelle ore di punta, va congestionandosi in quell’area paralizzando, di fatto, un quartiere intero.



Federico Boccadoro
la Piazza
Marzo 2008

martedì 19 febbraio 2008

Il comitato alle Istituzioni: "Non ci abbandonate"



Gli inquilini di viale dei Colli Portuensi 187, a rischio sfratto, chiedono interventi urgenti


Continua l’angoscia per i trentacinque nuclei familiari residenti in viale dei Colli Portuensi 187, da oltre un anno a rischio sfratto, da quando il Fondo Pensioni della Cassa di Risparmio di Trieste, ente proprietario degli stabili, è stato assorbito da Unicredit e il consiglio di amministrazione ha deciso di “fare cassa” mettendo in vendita la proprietà immobiliare a prezzi di mercato, decisamente inaccessibili per alcune famiglie che risiedono negli appartamenti da diversi decenni e senza aprire le trattative con gli inquilini.
L’ultima tappa in ordine di tempo di questa piccola grande storia di emergenza abitativa risale al 18 febbraio scorso, quando nella sala consiliare del Municipio Roma XVI avrebbe dovuto aver luogo un tavolo di confronto (e di trattativa) fra il comitato degli inquilini, il sindacato che li sostiene, le Istituzioni locali (il Municipio XVI, il Comune di Roma e la Regione Lazio) con i rappresentanti dell’Unicredit. Il forfait di questi ultimi ha avuto l’effetto di accrescere la tensione già evidente fra gli inquilini presenti, i quali hanno chiesto a gran voce di non essere abbandonati dalle istituzioni politiche in un momento delicato e impegnativo come quello della campagna elettorale. “E' fondamentale – hanno detto i portavoce del comitato – chiedere alla politica di aiutarci, per impedire che le nostre case siano vendute ad altri e che le fasce deboli siano drammaticamente abbandonate a loro stesse”.



Federico Boccadoro
La Piazza
Febbraio 2008

giovedì 17 gennaio 2008

Malagrotta, sit-in davanti alla Regione


Un presidio di cittadini, politici e associazioni ha chiesto l’attivazione del Piano Rifiuti


Attuare da subito il Piano regionale dei rifiuti di cui è dotata la Regione Lazio per scongiurare l’esaurimento della discarica di Malagrotta che potrà accogliere rifiuti fino al 31 maggio 2008, come decreta l’Ordinanza commissariale numero 15 del 2007. Questa la richiesta dei cittadini, delle associazioni e degli esponenti politici locali presenti alla manifestazione promossa da alcuni consiglieri del Municipio Roma XVI sotto la sede della Regione Lazio in via Cristoforo Colombo lo scorso 16 gennaio.
Il Piano prevede nello specifico l’attivazione di quegli impianti di trattamento in cui conferire progressivamente i rifiuti entro la data prevista, la programmazione dello stoccaggio provvisorio del Cdr (fino all’entrata a regime degli impianti di gassificazione di Malagrotta e di Albano) nei siti in cui sono localizzati gli impianti per il trattamento industriale e di prevedere un monitoraggio permanente dell’aria, dell’acqua e delle emissioni del gassificatore di Malagrotta.
Il presidente della Regione Piero Marrazzo, che ha ricevuto nei suoi uffici il presidente del XVI Fabio Bellini e una delegazione di consiglieri e rappresentanti dei comitati di quartiere e delle associazioni, ha assicurato sulla chiusura della discarica entro la data prevista e la partenza della prima linea del gassificatore di Albano, nella speranza che entri in funzione entro giugno. Il governatore ha anche reso noto che sono allo studio impianti anche a Viterbo e a Latina. Sul gassificatore Marrazzo ha annunciato che sono in corso le verifiche per il collaudo dei macchinari.



Federico Boccadoro
La Piazza
Gennaio 2008

lunedì 17 dicembre 2007

Butinar: “Cosa volete che sia un'imitazione"




Sin da bambino si divertiva a riprodurre le voci dei personaggi di radio e televisione. Oggi ne imita più di cento. I cavalli di battaglia? Pizzul, Totti e Califano






Gigi Sabani è alla tv che sta imitando Enzo Tortora che conduce “Portobello” e Julio Iglesias che canta con la mano  destra poggiata sul petto. Il piccolo Gianfranco Butinar è lì, incollato davanti allo schermo, che osserva divertito e ascolta tutto con molta attenzione: gesti, movimenti del viso, espressioni verbali. Poi, di corsa, torna nella sua cameretta e, tutto da solo, inizia a ripetere lo sketch appena visto. Uguale, preciso, identico. è nata una stella? Si, proprio così, perché il “Buti”, conserva  la passione, il talento e l’istinto del buon imitatore per tutto il corso della sua adolescenza e oggi, poco più che trentenne, è considerato uno dei maggiori “one man show” del panorama artistico nazionale. “La mia carriera è nata così, dilettandomi a imitare qualunque persona avesse qualche caratteristica particolare. Dai personaggi della tv sono passato in breve tempo a ripetere e parodiare anche le persone più comuni, come mio padre, la maestra delle elementari, gli amici d’infanzia”.  Il “gioco”, nell’arco di pochi anni, si trasforma in una vera e propria professione, anche se molto attraente: “Mi è sempre piaciuto riuscire a intercalarmi nella psicologia dell’altro e, una volta centrato il personaggio, è molto semplice riuscire ad assomigliargli in maniera quasi perfetta. Ho sempre usato questo sistema da autodidatta, anche perché non esistono scuole per imitatori”. Nel 1995, mentre la sua carriera comincia a delinearsi sempre più, Gianfranco vince il premio “Alighiero Noschese” riservato agli imitatori più bravi, e inizia parallelamente a realizzare spettacoli teatrali e a lavorare alla radio e in tv. La sua grande passione per lo sport (e per il calcio in particolare), lo portano inevitabilmente a “specializzarsi” in personaggi di questo settore: celebri diventano le riproposizioni delle voci storiche di programmi sportivi come “Novantesimo minuto” e “Tutto il calcio, minuto per minuto”. “Per questo devo molto a mio padre – afferma –, che tutte le domeniche teneva la radiolina e la televisione sempre accesa. Tra i miei personaggi preferiti c’è il “capitano” Totti e, soprattutto, il telecronista Bruno Pizzul che considero un po’ il mio cavallo di battaglia, con le sue mitiche frasi inventate e i memorabili intercalari durante le partite della Nazionale”. Tra i “pezzi forti” dei suoi spettacoli teatrali, una citazione di riguardo spetta necessariamente a Franco Califano, fiore all’occhiello tra le sue imitazioni e autentico amico anche nella vita. “Per me il ‘Califfo’ è un fratello maggiore – dice quasi commosso –  una persona fantastica con la quale ho condiviso tanti bei momenti di quotidianità e che nelle mie esibizioni ripropongo sempre con molto orgoglio”. Nell’ultimo spettacolo intitolato “Siamo tutti nella stessa voce”, non mancano le imitazioni di cantanti famosi (un ascetico Renato Zero, un ispirato Francesco De Gregori e un ondeggiante Vasco Rossi), ma nemmeno quelle più pregne di satrira politica (un inquietato Romano Prodi e uno sfiancante Oscar Luigi Scalfaro). Per Butinar, il 2008 sarà un altro anno importante dal punto di vista artistico: oltre a un nuovo spettacolo che s’intitolerà “Arte d’identità” la cui prima è prevista per il 9 febbraio all’Auditorium del Massimo, è in carniere anche uno spettacolo televisivo e altre apparizioni a varie trasmissioni. Insomma, se vi capita di avere la tv accesa e siete convinti di ascoltare un personaggio che vi parla, fate molta attenzione: potrebbe essere una delle oltre cento imitazioni del piccolo, ora grande, Gianfranco Butinar.

Federico Boccadoro
La Piazza
dicembre 2007

sabato 8 dicembre 2007

Anziani in prima fila: con la Provincia si può



Un grande numero di persone non ha, per motivi diversi, la possibilità di recarsi di sera a teatro. Si tratta in genere di persone anziane che così restano esclusi dalla possibile fruizione di iniziative artistiche e culturali. Per questo motivo, l’associazione culturale Epicentro Arte, con il contributo e il sostegno del presidente della Provincia di Roma Enrico Gasbarra e del presidente del gruppo Ulivo per il Pd Pina Maturani,  hanno proposto al Teatro Verde uno spettacolo - concerto dal titolo “Don Giovanni” di Edoardo Fiorito, riservato ai centri anziani del territorio, nel tentativo di avvicinare al teatro il maggior numero di persone.
“La Provincia di Roma – ha sottolineato Maturani – è da sempre stata in prima linea nel contribuire a questo tipo d’iniziative culturali, specie se i protagonisti in questione sono i giovani artisti che, spesso, non trovano gli spazi necessari per poter esprimere il loro talento professionale. Continueremo, anche nel  futuro, in questa direzione”.

Federico Boccadoro
La Piazza
dicembre 2007

mercoledì 28 novembre 2007

Spigoli, sbagli e radioline



Il pallone è rotondo, ci è stato insegnato fin da bambini; ultimamente sembra che sia sempre più spigoloso. In realtà non è solo il calcio ad aver cambiato forma: sono certe persone che dimostrano di essere diventate spigolose. E di sbagliare. Se poi ci si mettono altre persone che sbagliano nel commentare gli sbagli di altri, scortando altri ancora a sbagliare, il circolo vizioso si chiude e non se ne viene più a capo.
Troppo spesso i media puntano i riflettori su fatti di bullismo, di violenze e di criminalità, trasformando i protagonisti illegittimi di ferocie e devastazioni in stars hollywoodiane. In tutto ciò “eupalla”, come il maestro Gianni Brera definì il calcio, non c’entra ma ne paga le conseguenze. La tragica morte di Gabriele Sandri, il deejay romano tifoso della Lazio, in viaggio per assistere alla trasferta della sua squadra, oltre a lasciare sgomenti e addolorati, aumenta il senso di rimpianto per quelle irripetibili emozioni domenicali che soltanto il calcio d’un tempo e i personaggi che vi ruotavano attorno sapevano suscitare, quando una radiolina frusciante “eccitava” molto più di dieci “dirette gol” simultanee a pagamento. Scusa Ameri, scusa Ciotti, ci mancate tanto.


Federico Boccadoro
La Piazza
Novembre 2007

lunedì 22 ottobre 2007

All'insegna del passato










Tutte le città attraversano diverse stagioni, come gli uomini del resto. Anche la Roma di oggi è diversa da quella di quindici anni fa, come quella di allora era diversa da quella di quindici anni prima e così via.

Ci sono tuttavia dei legami tra i diversi periodi che restano inossidabili col passare del tempo: oltre alla maestosità architettonica tramandata dal glorioso passato, sono le vecchie insegne dei negozi, che si possono osservare soltanto passeggiando con occhio attento tra le vie di molti quartieri capitolini, a stagliarsi di tanto in tanto tra le più moderne attività commerciali di “ultima generazione”.
è così, che accanto a un alternativo discount o a un arredato centro estetico, si distinguono insegne più o meno luminose e usurate dal tempo di esercizi che al giorno d’oggi assumono un aspetto antiquato, ma che proprio per il loro modo d’identificarsi (ad esempio quello di essere conosciute soltanto da un ristretto numero di clienti delle vie limitrofe), appaiono più attuali che mai e sempre contemporanei.
Proprio quelle vecchie scritte, spesso espressione di decennali attività a carattere familiare, sono la dimostrazione più lampante di come antico e moderno riescano ancora a coesistere nel periodo in cui i “piccoli commercianti”, fagocitati dalle vetrine caotiche dei maxicentri commerciali, da freddi negozi di elettronica e da prestigiosi show room d’alta moda, rischiano di scomparire nel vortice delle più recenti trasformazioni urbane.


Federico Boccadoro
"La Piazza"
ottobre 2007

sabato 20 ottobre 2007

Teatro Arvalia, un'ottima annata


Sarà una stagione ricca di appuntamenti quella del nuovo teatro Arvalia, recentemente inaugurato lo scorso mese di dicembre


Quella che è appena cominciata è la prima vera stagione dello spazio culturale di via Quirino Majorana, dopo la breve parentesi delle opere messe in scena all’inizio dell’anno.
Rem&Cap, Serena Sinigaglia, Roberto Latini, l’Accademia degli Artefatti e tante altre compagnie e artisti, sono il fiore all’occhiello della programmazione di quest’anno, orientata verso il mondo multiforme e creativo dell’avanguardia teatrale.
“Sarà una stagione con una grande varietà di linguaggi sperimentali – ha dichiarato soddisfatta la direttrice del teatro Valentina Marcialis – orientati a coinvolgere quanto più possibile la popolazione che assisterà agli spettacoli”.
La stagione si è aperta con la coppia - simbolo del teatro d’innovazione italiano: Claudio Remondi e Riccardo Caporossi (Rem&Cap), ideatori e interpreti di uno spettacolo intitolato “Me&Me” che investiga sulle possibilità della messa in scena e del linguaggio.
Un classico per eccellenza andrà in scena a novemmbre (dal 20 al 25): il “Don Giovanni” è lo spunto per un nuovo adattamento della commedia di Molière, realizzato dalla compagnia L’Officina del Teatro e diretto dalla stessa Marcialis.
Dal 28 novembre al 2 dicembre sarà la volta de “L’Ambito” di Oscar Stuardo, una messa in scena che si avvale della parola così come di suggestive azioni fisiche per creare un’atmosfera aerea e surreale.
L’Accademia degli Artefatti presenta a dicembre (dal 4 al 9) un omaggio a Martin Crimp, tre lavori tratti dalle opere del drammaturgo inglese.
L’anno nuovo si apre con una rivisitazione dell’Otello: “Iago”, firmata e diretta da Roberto Latini (dall’8 al 13 gennaio 2008), che lui stesso definisce un “concerto scenico con pretesto shakesperiano per voce dissidente e musica complice”.
Dal 18 al 20 gennaio è poi la volta di Naira Gonzales, che presenta il suo monologo “Kronos Gelato” tratto da una poesia di Luca Calbot e dedicato allo scorrere del nostro tempo.
A febbraio (dal 7 al 10), va in scena “Come acqua”, realizzato dalla compagnia Muta Imago, un gruppo nato nel 2004.
L’ultimo appuntamento in cartellone è quello con il gruppo Teatro Sotterraneo che il 14 e 16 marzo presenterà due brevi performances: “Eko” e “Una tantum”.
Alla conferenza stampa di presentazione della nuova stagione era presente anche l’assessore alla Cultura del Comune di Roma Silvio Di Francia che si è detto entusiasta della programmazione del teatro del Quindicesimo: “Lo spettacolo a Roma sta tornando di grande moda; i recenti, entusiasmanti, dati lo stanno a dimostrare. Mi complimento con la direzione di questo bel teatro nella persona di Valentina Marcialis e mi auguro di poter assistere di persona a qualche rappresentazione nel corso dell’anno”.
Per il presidente del Municipio Roma XV Gianni Paris “gli spettacoli saranno di grande pregio artistico in un luogo culturale volutamente recuperato e restituito alla popolazione”.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
ottobre 2007

domenica 23 settembre 2007

Portuense, quando il sangue si fa amaro

“Il deficit sanitario? Vogliono risanarlo a spese di noi cittadini”.
Laboratori convenzionati in fermento: “Se non si troverà presto un punto d’accordo saremo costretti a tagli dolorosissimi”





Il piano di rientro del deficit nel comparto sanitario lasciato in eredità dal passato e approvato nei mesi scorsi dalla Regione Lazio sta provocando evidenti ripercussioni anche nei poli sanitari del Quindicesimo. Il quadro che si manifesta nei centri assistenziali è quanto mai preoccupante: gli ambulatori delle Asl e quelli ospedalieri gremiti quotidianamente di pazienti che si sottopongono a visite e analisi (con il serio rischio che il piano di riduzione delle liste di attesa resti, al momento, un’aspirata utopia) e laboratori di analisi convenzionati desolatamente deserti, costretti in un’apnea finanziaria che sta provocando ricadute negative sull’occupazione degli stessi medici e impiegati.
“Il deficit sanitario? Vogliono risanarlo a spese di noi cittadini – dichiara Mario Bernacci, in coda dalle prime ore dell’alba presso il San Camillo per effettuare un semplice prelievo del sangue –. Questa situazione è diventata insostenibile: come possono persone allettate o molto anziane, donne con gravidanze a rischio raggiungere le strutture pubbliche, spesso molto distanti dalle zone in cui vivono?”.
Mentre nelle Asl e negli ospedali della zona è caos, nei laboratori convenzionati è calma piatta, forse persino eccessiva.
“Stiamo lavorando da diversi mesi in condizioni di assoluta incertezza e precarietà – mette in guardia il dottor Aldo Anastasi, titolare di due moderni ed efficienti laboratori di analisi cliniche al Portuense e a Monteverde –. Da oltre trent’anni, dal 1975 per la precisione, i nostri centri rappresentano un punto di riferimento per gran parte della popolazione residente nei nostri quartieri. Da sempre garantiamo ai nostri pazienti puntualità, impegno e funzionalità, grazie agli investimenti compiuti nel tempo che ci hanno permesso di lavorare ottenendo risultati al limite della precisione. Purtroppo, la situazione che si è andata a verificare negli ultimi mesi, sta compromettendo seriamente tutto questo, tanto che se non si troverà un punto d’accordo con le istituzioni, saremo costretti a una riduzione dei costi che, inevitabilmente, andranno ad incidere sulle prestazioni e sugli stessi addetti ai lavori, con tagli che diventerebbero dolorosi ma necessari”.
Sulla stessa lunghezza d’onda è l’opinione del dottor Antonio Mastrostefano: “Le limitazioni imposte dalle disposizioni diffuse dal piano di rientro del deficit sanitario della Regione Lazio implicano disagi forse non adeguatamente considerati dal legislatore: molti pazienti hanno ad esempio molte difficoltà a raggiungere le strutture pubbliche, la cui diffusione sul territorio appare tutt’altro che capillare. Le istituzioni competenti indicano come struttura dedicata il Cad (Centro assistenza domiciliare), omettendo però di avvertire che, per le difficoltà di attivazione dovute a carenza di personale, non è sempre disponibile tempestivamente. I pazienti hanno ancora le idee confuse e chiedono le motivazioni di questa situazione, il perché i mass media non hanno dato risalto al problema, quando e se tornerà tutto ‘come era prima’. Molti si sentono addirittura privati della libertà di scegliere la struttura più idonea alla cura della propria salute, soprattutto quando tale scelta era già maturata sulla base della fiducia acquisita a seguito di anni di frequentazione di un centro medico”.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
settembre 2007

mercoledì 19 settembre 2007

Infrazione, che passione!



C’è chi passa col rosso, chi effettua sorpassi da brivido, chi mette in atto svolte e cambi di corsia improbabili e chi, perfino, se ne infischia degli attraversamenti pedonali e lambisce gli sventurati passanti, arrivando a sfiorare (e talune volte provocando) un’irrimediabile disgrazia. La situazione riguardo le infrazioni stradali dei romani continua ad essere scoraggiante: in un recente comunicato dell’Asaps, l’associazione amici della Polizia stradale, il quadro viene addirittura definito “allarmante”. Da gennaio ad aprile dell’anno in corso, rispetto a quanto avvenuto nello stesso periodo del 2006, si è registrato un preoccupante aumento delle infrazioni stradali accertate da parte di automobilisti, motociclisti e scooteristi. Sono proprio i conducenti delle due ruote ad aver causato un’impennata delle infrazioni stradali (1.407 quest’anno, contro le 1.114 del 2006).
Oltre alle inosservanze della segnaletica orizzontale e verticale, sono state molteplici le violazioni dei centauri capitolini per guida senza casco o per mancata esibizione di documenti validi; per quanto riguarda gli automobilisti, invece, solo nei primi quattro mesi del 2007, sono state ben 15.891 le infrazioni per il mancato uso delle cinture di sicurezza. Insomma, nonostante le reiterate campagne dei media sulla sicurezza stradale in città, siamo ancora ben lontani dal poter affermare che sulle strade di Roma si possa circolare in tutta tranquillità.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
settembre 2007

giovedì 26 luglio 2007

La stagione di Simone

Simone Cristicchi, reduce dalla vittoria sanremese, si racconta: dagli insegnamenti umani di De André e Gaber, ai temi sociali a lui cari come le storie di matti e manicomi


Simone Cristicchi


Lettere, poesie, frasi insensate accennate su fogli stracciati, calligrafie “da prima elementare”. Documenti dimenticati negli archivi, volutamente mai giunti al destinatario e accuratamente allegati alle cartelle cliniche dei pazienti di un manicomio.
Il disagio mentale, i personaggi che trascorrono la loro vita a passeggiare su e giù per una corsia, l’emarginazione, diventano i segni inconfondibili di un unico discorso che Simone Cristicchi, trentenne cantautore romano nato nel popoloso quartiere Tuscolano, porta con sé nelle sue canzoni, rigorosamente d’autore. Margherita, Pipolo, Antonio, il Professore: sono loro i matti che Simone ha incontrato durante il servizio civile, ma anche i matti che noi tutti conosciamo, che ci vivono accanto e che spesso facciamo finta di non considerare.
“Chi è, oggi, il matto? Antonio, che è da quarant’anni chiuso in un manicomio o colui che, non accettando i limiti imposti dalla società, esprime senza barriere le proprie idee?”
Se lo chiede il Cristicchi trionfatore sanremese, mentre sul palco di un altro festival, quello del “Premio De André” alla Magliana, improvvisa, chitarra alla mano, “La domenica delle salme”, davanti agli occhi lucidi di Dori Ghezzi e applaudito da una platea accorsa lì tutta per lui.
“Per me è un onore immenso – rivela in confidenza – fare un omaggio a un grande artista, che per quanto mi riguarda è anche un grande amico. De André è stata una fonte di grandi insegnamenti dal punto di vista musicale e umano per il suo messaggio che ha portato; la sua coerenza è un faro illuminante per la crescita d’ogni cantautore”.
Quello di Simone, sin da bambino, è stato un grande amore per la canzone d’autore, soprattutto per quella italiana: “Se De André ha ‘spaccato in due’ la musica nostrana, non vorrei dimenticare altri grandi personaggi come Gaber, Battisti, Lauzi, Conte, Endrigo ed anche Battiato e Fossati, tutti maestri indispensabili per la mia crescita”.
La musica non deve essere un argomento per pochi e cantare in un quartiere periferico come la Magliana stimola Cristicchi più di ogni altra cosa: “Ritengo che ogni buon cantautore che si rispetti abbia il dovere di portare la musica in periferia. Le canzoni non devono mai assumere connotati elitari e la cultura dei quartieri è necessaria per la crescita di un’intera città”.
I racconti di Cristicchi aggiungono storie alle sue canzoni. “Centro d’igiene mentale” è la sua prima fatica editoriale che ci porta le testimonianze raccolte direttamente dal centro d’igiene mentale di Roma.
“L’opportunità di scrivere un libro mi ha aperto un nuovo mondo, mi ha dato la possibilità di liberarmi dalle regole imposte dalla sinteticità e dalla durata di una canzone e di raccontare dettagliatamente le storie che mi stavano più a cuore”.
“Centro d’igiene mentale” non è soltanto un libro, ma anche uno spettacolo teatrale che il cantautore ha presentato in tutta Italia durante la scorsa primavera e nel quale il tema del disagio mentale viene affrontato attraverso le voci di una galleria di personaggi che mettono continuamente in comunicazione una sensibilità esasperata e acuta con lo sguardo dello spettatore.
Cristicchi cantante, Cristicchi autore e adesso anche scrittore e attore. Non sorprendetevi se un giorno, come il suo matto amico Antonio, un giorno riuscirà pure... a volare.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
luglio 2007

martedì 24 luglio 2007

Dalla Magliana all’Eur, due minuti sorvolando il Tevere



Ci vorranno due minuti, contro i 40 che nell’ora di punta si impiegano in macchina o in autobus, per raggiungere la stessa destinazione: dalla Magliana alla stazione della metro dell’Eur ci si arriverà in funivia.
Il sindaco Walter Veltroni ha deciso di spingere sull’acceleratore per il progetto della cabinovia, progettato da RomaMetropolitane e interamente finanziato dal Comune con 12 milioni di euro. L’intervento verrà realizzato grazie ai poteri speciali sul traffico conferiti al sindaco dal governo.
L’opera sarà pronta a pertire dal 2009: si potrà viaggiare sulla cabinovia come fosse un bus o una metro, utilizzando il bit, il biglietto integrato a tempo. Un tracciato di 650 metri che sorvolerà la via Ostiense, la via del Mare, un circolo sportivo, il viadotto della Magliana (dove raggiungerà l’altezza massima di 35 metri dal suolo), il fiume e l’argine del Tevere, vicino alla pista ciclabile, che però non verrà interrotta. I due capolinea saranno la stazione metro della Magliana e, dall’altra parte del fiume, la scuola “Otto Marzo”, attualmente in stato di abbandono, a via Impruneta. Lungo il cavo d’acciaio si muoveranno 32 cabine da otto posti ciascuna, con frequenze di 10 secondi, che potranno portare fino a 4000 passeggeri l’ora e nelle quali sarà ammesso anche il trasporto delle biciclette.
Bicicletta e cabinovia contribuiranno così ad incrementare il sistema dell’intermodalità dei mezzi di spostamento utili a ridurre l’uso dall’automobile in una città sempre meno vivibile per quanto riguarda gli aspetti della mobilità.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
di luglio 2007

giovedì 5 luglio 2007

Se lo screening è preventivo

L’Asl Roma D rivolge l’attenzione alle pazienti dai 25 ai 64 anni con un programma di monitoraggio dei tumori al collo dell’utero

Sulla base dei dati in possesso nel registro dei tumori di Latina, riferiti al 2004, sono 3600 i casi di tumore del collo dell’utero che si verificano ogni anno in Italia (di cui oltre un terzo conducono al decesso della paziente), mentre nel Lazio ci sono circa 19 nuovi casi all’anno ogni centomila donne nella fascia d’età 25-64. La mortalità per tumore del collo dell’utero è definita “evitabile” perché mediante il pap test è possibile identificare ed eliminare le lesioni prima che evolvano in tumore invasivo. Tale attività è pertanto tra i pochi interventi preventivi sanitari ad elevata e dimostrata efficacia.
In questo contesto l’iniziativa “Un minuto per te” è il programma di prevenzione del tumore del collo dell’utero che l’Asl Roma D rivolge alle donne dai 25 ai 64 anni residenti nei municipi di riferimento, effettuato sulla base delle linee guida europee e dal piano oncologico nazionale che raccomandano un controllo da eseguire ogni tre anni. Le donne interessate dal progetto riceveranno una lettera indicante luogo, giorno e ora dell’appuntamento per effettuare l’esame pap-test presso il consultorio familiare più vicino alla loro residenza. Saranno così inserite nel programma di screening che si potrà ripetere gratuitamente ogni tre anni.
Nel 2005 sono state invitate 12.778 donne. Globalmente l’azienda ha raggiunto, con lo screening citologico spontaneo e organizzato, il 26.6% della popolazione bersaglio (57.000 donne anno). Tra la popolazione invitata sono stati eseguiti 1892 esami (15 %).
Nelle scorse settimane alcune consigliere del Municipio Roma XVI e le operatrici dell’Asl si sono recate di persona presso i mercati rionali di Massimina e San Giovanni di Dio, per sensibilizzare le frequentatrici sull’importanza che i controlli preventivi rivestono per questo tipo di malattia.


INTERVISTA AL DOTTOR GIANCARLO PETRICONE, RESPONSABILE DELLO SCREENING

Tutti i vantaggi del pap test

Il dottor Giancarlo Petricone è il responsabile dello screening citologico dell’Asl Roma D. Con lui abbiamo chiarito alcuni punti salienti del progetto “Un minuto per te”, il programma di prevenzione del tumore del collo dell’utero.

In cosa consiste lo screening di popolazione che state effettuando nei vostri quartieri di riferimento?
“Sono procedure di monitoraggio che effettuiamo su una fascia predeterminata della popolazione residente e consistono in un’offerta attiva di un pap test eseguito ogni tre anni su pazienti d’età compresa fra i 25 e i 64 anni”.

Come avviene in dettaglio la procedura?
“Le pazienti verranno invitate per mezzo di una raccomandata nominale ad un appuntamento presso il consultorio di zona per effettuare un pap test gratuitamente e attivare lo screening che avrà un ciclo ogni tre anni. In caso di difficoltà a rispettare il giorno e l’ora prefissati è possibile modificare l’appuntamento telefonando semplicemente al numero verde 800634634 che fisserà un nuovo incontro”.

A cosa serve, nello specifico, il pap test?
“Il pap test permette di svelare con anticipo la presenza di alterazioni cellulari al collo uterino prima che queste scaturiscano un neoplasia, ovvero in un tumore invasivo. Tali alterazioni hanno nel tempo un’evoluzione particolare: possono progredire in vari livelli di gravità o possono avere una remissione spontanea. In un pap test che risulta positivo possiamo evidenziare il tipo di alterazione e il livello di gravità, in modo da poter successivamente effettuare ulteriori approfondimenti come l’esame colposcopico, ovvero una visualizzazione macroscopica molto dettagliata dell’alterazione e confermare la diagnosi del pap test, tenendo la donna sotto osservazione per i successivi due anni con un pap test ogni sei mesi”.

Chi sono le persone incaricate ad effettuare il pap test presso i consultori del territorio?
“Le pazienti che si sottoporranno al controllo possono stare molto tranquille: si tratta di personale altamente qualificato e formato apposta per questo tipo di prelievi. Molto importanti sono i controlli incrociati di qualità che effettuiamo sui vetrini dei test grazie all’ausilio e alla competenza del personale dell’ospedale ‘Grassi’ di Ostia” Tutte le procedure seguono le raccomandazioni imposte dalle linee guida europee, compresi i risultati che verranno inviati a casa in pochi gioni mediante una lettera riservata e personale”.


Federico Boccadoro
"La Piazza"
del 30 giugno 2007

mercoledì 4 luglio 2007

La passione mette le ali


Aeromodellismo alla Tenuta dei massimi
“Arvalia in volo” è un’associazione didattica senza fini di lucro
costituitasi di recente in XV: tra gli obiettivi, quello di diffondere l’amore per gli aerei elettrici nel rispetto del sistema ambientale



Francesco ha solo 10 anni, ma parla e si comporta come un adulto. Di lui stupisce soprattutto la grande disinvoltura nel prendere in mano un radiocomando e guidare un aeromodello elettrico in cielo, con evoluzioni acrobatiche da brividi e atterraggi sulla pista al limite della precisione. “Sono soltanto pochi mesi che mi sono appassionato a questa disciplina – afferma soddisfatto – ma sono già in grado di gestire un volo dall’inizio alla fine senza difficoltà, merito delle consolle di videogiochi che noi bambini usiamo molto più frequentemente degli adulti”.
Il papà Maurizio è da sempre un grande appassionato di modellismo ed è riuscito a coinvolgere il figlio a seguirlo in questo suo hobby: “Durante la settimana progettiamo e prepariamo i nostri aeromodelli, poi il sabato e la domenica veniamo qui, presso l’area incontaminata della Tenuta dei Massimi, a dare sfogo alla nostra passione”.
Una passione che nel territorio del Municipio Roma XV, da un anno questa parte, si identifica nell’associazione “Arvalia in volo”, nata in concomitanza della manifestazione “Primavera in campagna”, tenutasi nella riserva naturale Tenuta dei Massimi ad aprile e maggio dello scorso anno.
“Un successo al di là di ogni più rosea previsione – dichiara Marco Neri, vicepresidente dell’associazione –. Quell’esperienza è risultata particolarmente stimolante per tutti, tanto che, da quel momento, abbiamo ritenuto opportuno iniziare a chiedere i vari permessi necessari per ottenere l’autorizzazione ad avere una sede fissa per i voli all’interno di questa meravigliosa riserva naturale del nostro Municipio”.
Le autorizzazioni, di lì a poco, non sono tardate ad arrivare: dopo il consenso di “Roma Natura”, l’ok del Municipio Roma XV e l’affiliazione alla Fial (Federazione italiana aero modellismo), via Portuense 863, presso la Tenuta dei Massimi, è diventato l’indirizzo imprescindibile per tutti gli appassionati di questa disciplina. Grazie all’impegno del presidente Pino Soffredini, del responsabile didattico Vincenzo De Luca e dei consiglieri Nicola Messere e Sandro Casamatta, “Arvalia in volo” è oggi una realtà associazionistica e senza fini di lucro per tutto il territorio.
“Abbiamo scelto il nome ‘Arvalia’ – spiega il vicepresidente – come forma di gratitudine nei confronti di chi, in Quindicesimo, si è adoperato per darci questa grande possibilità. I nostri obiettivi sono dichiarati: a noi interessa divertirci, far divertire e soprattutto occuparci della parte didattica per i più giovani: sono del parere che ci sia un solido legame che unisce una playstation e un radiocomando dell’aeroplano, con la sostanziale differenza che qui si ha la possibilità di staccare gli occhi da un monitor e guardare il cielo”.
Per i responsabili dell’associazione, divertimento ed educazione civica sono due fattori indissolubili: da un lato la possibilità di apprendere nozioni di costruzione manuale e di elettronica, dall’altro il dovere di rispettare l’ambiente circostante. “Abbiamo creato un vero e proprio modello – conclude Neri – in grado di fruire e di monitorare costantemente un’area protetta come questa”.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
del 30 giugno 2007

martedì 3 luglio 2007

San Raffaele, lo scudetto del cuore


Basket femminile
Dopo la sofferta salvezza delle ragazze di serie A, è arrivato quasi inaspettato il tricolore per le Under 19 allenate da Diotallevi, sbaragliando una concorrenza molto agguerrita

Alla fine di ogni favola si trova sempre un insegnamento. Quello fornito dalle ragazze Under 19 del San Raffaele basket, fresche campionesse d’Italia, indica che nello sport, come nella vita, si può raggiungere qualsiasi traguardo anche partendo da sfavoriti, persino di fronte ad avversari molto più quotati e avvezzi alle vittorie. A quel punto, il gusto del successo è ancora più bello.

Ma andiamo con ordine e ripercorriamo le tappe che hanno condotto il San Raffaele, storica società di basket della capitale al trionfo: alle finali nazionali di Pomezia la squadra di coach Diotallevi era stata inserita nel girone A insieme alla Gymnasum Napoli, alla Fulgor La Spezia e alla Comense.
Dopo il primo successo abbastanza agevole contro la compagine partenopea, Cinili e compagne erano incappate in una sconfitta piuttosto netta contro la Comense. La gara successiva contro La Spezia, dunque, diventava la classica sfida da “dentro o fuori”, visto che i posti disponibili per le semifinali erano solamente due. Con una prova di assoluto carattere e di grande reattività nervosa, guidate da una chirurgica Giulia Toto (21 punti pe lei), le romane sono riuscite ad avere la meglio sulle avversarie liguri scese in campo con il dente avvelenato dopo le prime due sconfitte.
La semifinale era così raggiunta, l’obiettivo minimo centrato. I sogni di finale, in quel momento, erano legati alla sfida contro Udine, un’autentica “corazzata” della categoria.
L’inizio della semifinale si rivelava traumatico per le ragazze di Diotallevi. Udine si mostrava squadra vera e molto solida: giocava a memoria ed era dotata di un arcigna difesa sulla quale si scontravano gli attacchi romani. La prima frazione di gioco si svolgeva a senso unico: Udine dominava, il San Raffaele restava a guardare. Il risultato di metà gara non lasciava dubbi: 27 a 19 per le friulane.
è in quel preciso momento che nel cuore delle giovani capitoline scattava qualcosa di veramente immenso. Al rientro in campo la squadra appariva letteralmente trasformata: Daniela Servillo faceva la differenza con tre triple in tre momenti cruciali: la prima infatti consentiva di portare a termine la rimonta (30-30), la seconda e la terza permettevano l’allungo (41-34).
Il parziale di 21 a 7 fugava ogni dubbio e la gara prendeva una sola direzione, visto che le romane riuscivano poi a “congelare” il vantaggio, aggiudicandosi in contemporanea la sfida e la certezza di essere in finale, ad un passo da un traguardo fino a quel momento impensabile.
Tra il San Raffaele e il trionfo restava lo scoglio più arduo, quella Reyer Venezia data da tutti gli addetti ai lavori come favorita principale per il tricolore.
La prima frazione di gioco, come ampiamente preventivato alla vigilia, risultava in prevalenza di studio. L’importanza della posta in palio bloccava psicologicamente le contendenti che trovavano molta difficoltà nell’andare a canestro. Venezia, tuttavia, si mostrava squadra più compatta e riusciva ad accaparrarsi un discreto vantaggio nelle fasi iniziali del match. è ad inizio ripresa che, animate da una grande voglia di rivalsa, le romane mostravano le unghie alle avversarie mettendo a segno un recupero sensazionale e a ribaltare l’esito del match e a strappare un seccesso che valeva lo scudetto.
“I meriti di questo successo – ha commentato nei giorni successivi il coach Gabriele Diotallevi – sono da estendersi a tutto il gruppo che con grande determinazione e ottimo spirito di sacrificio, è stato in grado di creare giorno dopo giorno i presupposti per vincere questo campionato”.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
del 30 giugno 2007

sabato 9 giugno 2007

E la chiamano estate

L’estate 2003 è rimasta nella memoria di tutti, finendo negli annali dei record, sia per l’intensità che per la persistenza dell’ondata di caldo. In Italia, le temperature restarono per tutta la stagione ben al di sopra dei 30 gradi e l’alta percentuale d’umidità aumentò la percezione di calore (e di sofferenza) fra la popolazione. Altri Paesi europei, in particolare la Francia, accusarono in maniera anche maggiore le stesse condizioni ambientali.
La domanda più frequente che ci si pone di questi tempi è la seguente: quanto caldo farà quest’anno? A giudicare dall’inconsistenza dell’inverno appena trascorso e ascoltando i pareri più o meno illustri di esperti meteorologi, l’estate 2007 si preannuncia rovente, forse non come quella di quattro anni fa, ma comunque torrida.
E con il caldo ricomincerà la vacanza “ad ogni costo”, l’assalto al miglior posto in spiaggia, le logoranti code in autostrada, i week end “mordi e fuggi”, i prezzi triplicati, i viaggi “fantasma”, il tormentone musicale, i ronzii notturni della zanzara tigre e persino i tradizionali gavettoni di Ferragosto. A settembre, poi, si dovrà necessariamente mentire e raccontare di essersi davvero riposati. Questa, d’altronde, la chiamano (ancora) estate.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
del 31 maggio 2007

martedì 5 giugno 2007

Via Greve prende e raddoppia


L’asilo nido comunale è la sesta struttura aperta negli ultimi quattro anni in Quindicesimo. Il giardino pubblico è il risultato di un lavoro collettivo e partecipato di tecnici e cittadinanza

A un anno dall’inaugurazione del nido di via Pescaglia e a poche settimane da quella dell’asilo di via dei Chiaramonti a Casetta Mattei, gli investimenti del Municipio Roma XV hanno portato all’apertura di una nuova struttura per l’infanzia a via Greve, dove al posto di un istituto superiore da anni in disuso è stato realizzato un nuovo plesso scolastico che ospiterà i bambini da zero a tre anni.
Con quello di via Greve 69, nel cuore del quartiere Magliana, sono ben sei le strutture comunali aperte negli ultimi quattro anni sul territorio municipale.
“Un investimento importante - ha sottolineato il presidente di Roma XV Gianni Paris - che ha portato all’abbattimento delle liste di attesa e ad assicurare un posto certo per i propri figli alle famiglie che hanno fatto richiesta”.
A inaugurare il nuovo nido alla Magliana è intervenuto personalmente anche il sindaco di Roma Walter Veltroni che ha voluto rimarcare il forte impegno comunale “che sta portando quelle che un tempo erano considerate le periferie urbane al centro della vita della città”.
Per quanto riguarda gli aspetti puramente tecnici, si è utilizzato il piano pilotis, ovvero quell’area dell’edificio adibita a porticato, che è stata riprogettata e completamente ristrutturata. Due i piani in tutto per il nuovo nido: il piano rialzato ospita i reparti per i piccoli, quelli dei medi e dei grandi, oltre all’ufficio della coordinatrice, mentre il primo piano ospita i servizi di cucina, le dispense e la lavanderia, oltre agli uffici del personale. I due piani sono collegati da un passavivande per il trasporto dei pasti.
I lavori più importanti hanno riguardato le tramezzature e gli impianti idrico, elettrico, termico e servizi, controsoffitti e tende alle finestre.
Anche questo, come i recenti asili nido progettati e realizzati in Quindicesimo, rispetta gli standard di qualità municipali, offrendo nei 500 metri quadrati di superficie ambienti ampi e luminosi, con grandi vetrate ad altezza di bambino, materiali e colori che creano comfort.
Anche l’area esterna del nido offre caratteristiche pregiate, con uno spazio pavimentato con giochi e tende per il periodo caldo e un’area verde ombreggiata da alti pini per passeggiate protette nella natura.
A poche decine di metri dall’edificio scolastico, sempre a via Greve è stato ufficialmente tagliato il nastro di un nuovo parco-giardino. Nove mesi d’intenso lavoro e un progetto condiviso con gli abitanti della zona per un nuovo spazio verde elaborato da tecnici esperti ma confrontato in assemblee pubbliche con i cittadini. Si è proceduto dapprima con una bonifica del terreno, quindi sono stati realizzati i percorsi pavimentati con materiale ecologico che permette la massima permeabilità e il drenaggio dell’acqua piovana, un campo per il calcetto e per la pallacanestro, l’area giochi e quella per i pic-nic. L’impianto d’irrigazione è completamente automatizzato ed è in grado di recuperare anche l’acqua inutilizzata della fontanella per innaffiare il prato.
Uno spazio tutto nuovo, concepito per consentire la socializzazione e gli incontri tra i cittadini di tutte le età nel tempo libero.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
del 31 maggio 2007

sabato 5 maggio 2007

"Si fa presto a dire amare"


Il celebre psichiatra: “Non ho scritto un libro sull’amore in sé, ma su come educare le nuove generazioni ad esso, in una società che sempre più insegna intrinsecamente il disimpegno sentimentale”


La sala grande della biblioteca di Corviale, già un’ora prima del suo previsto arrivo, era gremita in ogni posto; Paolo Crepet, il noto psichiatra e scrittore, si è presentato con una puntualità svizzera, concedendosi da subito alle numerose domande delle scolaresche presenti e degli adulti interessati ad ascoltare i temi della sua ultima fatica editoriale intitolata “Sull’amore”.
Un libro che parla di innamoramento, gelosia, eros, abbandono, di cosa significhino questi sentimenti e di quanto sia difficile riconoscerne l’importanza nella società di oggi.
Senza quasi rendercene conto, “siamo diventati degli ‘analfabeti affettivi’, dalle vite emotivamente superficiali”.

Sul libro
“Questo - ha esordito l’autore - non è un libro che tratta d’amore in sé, ma su come educare i giovani ad esso, a maggior ragione in una società come quella che viviamo, dove si insegna esclusivamente il disimpegno sentimentale”.

Sull’eros
“L’eros non significa indossare un abito firmato o un paio di slip provocanti; l’eros è soprattutto non essere ripetitivi nella vita, variare le situazioni di vita reale in modo da non cadere nella monotonia”.

SuI GIOVANI
“I giovani sono quelli nelle condizioni migliori per rovesciare questo stato di monotonia. Quello che mi spaventa di un ragazzino è che sia conservatore come un anziano; quando si è giovani bisogna essere rivoluzionari, cambiare e sentire la necessità di modificare le cose che non funzionano; se un ragazzo a diciotto anni accetta tutto ciò che c’è, così come viene, è malinconico”.

Sull’amore virtuale
“Non è un amore negativo, come molti credono, perché permette comunque di esprimersi con un interlocutore, pur immedesimandosi in quello che non si è. Nella realtà è spesso la mancanza di comunicazione a determinare la fine di un rapporto coppia”.

Sulle coppie di fatto
“A chi mi chiede se un’eventuale bocciatura della legge sui ‘dico’ è paragonabile a ciò che sarebbe potuto accadere trent’anni fa se non fosse passato il referendum sull’aborto, rispondo che oggi siamo maggiormente tutelati da leggi già in vigore; allora, saremmo tornati indietro di due secoli”.

Sulla conflittualità
“La conflittualità tra due persone è fatta soprattutto di un accumulo di piccolezze e può essere costruttiva o distruttiva: nel primo caso ci può essere un ritorno all’amore, nel secondo, sono soprattutto le parole a pesare come macigni e a provocare una lenta, inesorabile rottura”.

Sull’abbandono
“Sessant’anni fa non ci si lasciava, perché altrimenti si generava una catastrofe familiare. Oggi i tempi sono cambiati, la donna è molto più indipendente e siamo tutti più preparati alla sopportazione di un abbandono”.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
del 30 aprile 2007

martedì 24 aprile 2007

Bulli e squilli


Non si può restare indifferenti di fronte agli ultimi episodi avvenuti nelle scuole italiane. Dapprima le botte al disabile, in rigorosa “diretta tvfonino”, quindi il preside malmenato da due genitori scontenti. E ancora: la prof che tira fuori le forbici e minaccia di tagliare la lingua ad un alunno e, come se non bastasse, un’altra che si fa palpeggiare il fondoschiena da un liceale e poi dichiara alla stampa: “ah, se me ne fossi accorta”.
In risposta a queste follie scolastiche, il ministro Fioroni ha varato una legge che proibisce l’uso dei telefonini in classe, intimando sanzioni severe per i trasgressori.
Come faranno adesso i “poveri studenti” ad affrontare il prossimo compito in classe di latino? Già, perché sul web esiste un servizio, ovviamente a pagamento, che consente di ricevere via sms un’intera versione sul cellulare: basta digitare le prime tre parole del passo da tradurre e, in tempo reale, arrivano in risposta sei messaggi di testo con la parafrasi pronta da copiare.
Sembra passato un secolo, invece sono trascorsi solo pochi anni da quando, “armati” di vocabolario e di tanti sacrifici, gongolavamo per un risicato “sei meno meno”, ma almeno ottenuto con pieno merito.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
del 30 marzo 2007