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mercoledì 28 novembre 2007

Spigoli, sbagli e radioline



Il pallone è rotondo, ci è stato insegnato fin da bambini; ultimamente sembra che sia sempre più spigoloso. In realtà non è solo il calcio ad aver cambiato forma: sono certe persone che dimostrano di essere diventate spigolose. E di sbagliare. Se poi ci si mettono altre persone che sbagliano nel commentare gli sbagli di altri, scortando altri ancora a sbagliare, il circolo vizioso si chiude e non se ne viene più a capo.
Troppo spesso i media puntano i riflettori su fatti di bullismo, di violenze e di criminalità, trasformando i protagonisti illegittimi di ferocie e devastazioni in stars hollywoodiane. In tutto ciò “eupalla”, come il maestro Gianni Brera definì il calcio, non c’entra ma ne paga le conseguenze. La tragica morte di Gabriele Sandri, il deejay romano tifoso della Lazio, in viaggio per assistere alla trasferta della sua squadra, oltre a lasciare sgomenti e addolorati, aumenta il senso di rimpianto per quelle irripetibili emozioni domenicali che soltanto il calcio d’un tempo e i personaggi che vi ruotavano attorno sapevano suscitare, quando una radiolina frusciante “eccitava” molto più di dieci “dirette gol” simultanee a pagamento. Scusa Ameri, scusa Ciotti, ci mancate tanto.


Federico Boccadoro
La Piazza
Novembre 2007

sabato 15 settembre 2007

Ottant'anni di magica Roma

L'esposizione all'ex Mattatoio di Testaccio




Ottant’anni di storia giallorossa raccontati attraverso una galleria di maglie, cimeli, foto e giornali d’epoca.
Un percorso lungo otto decenni, che ripercorre le tappe dei successi e dei trionfi, ma anche dei momenti più bui della società. Un’iniziativa senza precedenti quella organizzata dall’unione dei tifosi romanisti, in collaborazione con Regione, Provincia e Comune, presso l’ex Mattatoio di Testaccio: un appuntamento gratuito che ha avvicinato migliaia di tifosi e appassionati giallorossi durante i diciotto giorni di esposizione.
La mostra, composta da venti stand e una vetrina centrale, nella quale sono state messe in bella vista circa 300 maglie originali vestite dai grandi campioni che hanno fatto la storia della Roma, ha ripercorso idealmente tutta la storia della società, nata nel 1927 dalla fusione di Almas, Alba e Fortitudo, con oltre tremila fotografie e cimeli di ogni genere: dagli album delle figurine e gli almanacchi, ai quotidiani di epoche lontane, ai biglietti delle partite storiche.
Tutto parte da quella squadra nata alla fine deggli anni venti, a cavallo delle due guerre mondiali: la Roma di Ferraris IV, il primo capitano, di Corbyons e di Fasanelli. In mezzo una storia “magica” come l’aggettivo che da tanto tempo identifica la squadra giallorossa, fatta di trofei e ricordi di una città assai diversa da quella attuale. Il percorso della mostra non poteva che chiudersi con il passato più recente, la presenza degli ultimi due trofei vinti: la coppa Italia conquistata la scorsa stagione e la supercoppa italiana “strappata” all’Inter poche settimane fa.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
settembre 2007

mercoledì 4 luglio 2007

La passione mette le ali


Aeromodellismo alla Tenuta dei massimi
“Arvalia in volo” è un’associazione didattica senza fini di lucro
costituitasi di recente in XV: tra gli obiettivi, quello di diffondere l’amore per gli aerei elettrici nel rispetto del sistema ambientale



Francesco ha solo 10 anni, ma parla e si comporta come un adulto. Di lui stupisce soprattutto la grande disinvoltura nel prendere in mano un radiocomando e guidare un aeromodello elettrico in cielo, con evoluzioni acrobatiche da brividi e atterraggi sulla pista al limite della precisione. “Sono soltanto pochi mesi che mi sono appassionato a questa disciplina – afferma soddisfatto – ma sono già in grado di gestire un volo dall’inizio alla fine senza difficoltà, merito delle consolle di videogiochi che noi bambini usiamo molto più frequentemente degli adulti”.
Il papà Maurizio è da sempre un grande appassionato di modellismo ed è riuscito a coinvolgere il figlio a seguirlo in questo suo hobby: “Durante la settimana progettiamo e prepariamo i nostri aeromodelli, poi il sabato e la domenica veniamo qui, presso l’area incontaminata della Tenuta dei Massimi, a dare sfogo alla nostra passione”.
Una passione che nel territorio del Municipio Roma XV, da un anno questa parte, si identifica nell’associazione “Arvalia in volo”, nata in concomitanza della manifestazione “Primavera in campagna”, tenutasi nella riserva naturale Tenuta dei Massimi ad aprile e maggio dello scorso anno.
“Un successo al di là di ogni più rosea previsione – dichiara Marco Neri, vicepresidente dell’associazione –. Quell’esperienza è risultata particolarmente stimolante per tutti, tanto che, da quel momento, abbiamo ritenuto opportuno iniziare a chiedere i vari permessi necessari per ottenere l’autorizzazione ad avere una sede fissa per i voli all’interno di questa meravigliosa riserva naturale del nostro Municipio”.
Le autorizzazioni, di lì a poco, non sono tardate ad arrivare: dopo il consenso di “Roma Natura”, l’ok del Municipio Roma XV e l’affiliazione alla Fial (Federazione italiana aero modellismo), via Portuense 863, presso la Tenuta dei Massimi, è diventato l’indirizzo imprescindibile per tutti gli appassionati di questa disciplina. Grazie all’impegno del presidente Pino Soffredini, del responsabile didattico Vincenzo De Luca e dei consiglieri Nicola Messere e Sandro Casamatta, “Arvalia in volo” è oggi una realtà associazionistica e senza fini di lucro per tutto il territorio.
“Abbiamo scelto il nome ‘Arvalia’ – spiega il vicepresidente – come forma di gratitudine nei confronti di chi, in Quindicesimo, si è adoperato per darci questa grande possibilità. I nostri obiettivi sono dichiarati: a noi interessa divertirci, far divertire e soprattutto occuparci della parte didattica per i più giovani: sono del parere che ci sia un solido legame che unisce una playstation e un radiocomando dell’aeroplano, con la sostanziale differenza che qui si ha la possibilità di staccare gli occhi da un monitor e guardare il cielo”.
Per i responsabili dell’associazione, divertimento ed educazione civica sono due fattori indissolubili: da un lato la possibilità di apprendere nozioni di costruzione manuale e di elettronica, dall’altro il dovere di rispettare l’ambiente circostante. “Abbiamo creato un vero e proprio modello – conclude Neri – in grado di fruire e di monitorare costantemente un’area protetta come questa”.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
del 30 giugno 2007

martedì 3 luglio 2007

San Raffaele, lo scudetto del cuore


Basket femminile
Dopo la sofferta salvezza delle ragazze di serie A, è arrivato quasi inaspettato il tricolore per le Under 19 allenate da Diotallevi, sbaragliando una concorrenza molto agguerrita

Alla fine di ogni favola si trova sempre un insegnamento. Quello fornito dalle ragazze Under 19 del San Raffaele basket, fresche campionesse d’Italia, indica che nello sport, come nella vita, si può raggiungere qualsiasi traguardo anche partendo da sfavoriti, persino di fronte ad avversari molto più quotati e avvezzi alle vittorie. A quel punto, il gusto del successo è ancora più bello.

Ma andiamo con ordine e ripercorriamo le tappe che hanno condotto il San Raffaele, storica società di basket della capitale al trionfo: alle finali nazionali di Pomezia la squadra di coach Diotallevi era stata inserita nel girone A insieme alla Gymnasum Napoli, alla Fulgor La Spezia e alla Comense.
Dopo il primo successo abbastanza agevole contro la compagine partenopea, Cinili e compagne erano incappate in una sconfitta piuttosto netta contro la Comense. La gara successiva contro La Spezia, dunque, diventava la classica sfida da “dentro o fuori”, visto che i posti disponibili per le semifinali erano solamente due. Con una prova di assoluto carattere e di grande reattività nervosa, guidate da una chirurgica Giulia Toto (21 punti pe lei), le romane sono riuscite ad avere la meglio sulle avversarie liguri scese in campo con il dente avvelenato dopo le prime due sconfitte.
La semifinale era così raggiunta, l’obiettivo minimo centrato. I sogni di finale, in quel momento, erano legati alla sfida contro Udine, un’autentica “corazzata” della categoria.
L’inizio della semifinale si rivelava traumatico per le ragazze di Diotallevi. Udine si mostrava squadra vera e molto solida: giocava a memoria ed era dotata di un arcigna difesa sulla quale si scontravano gli attacchi romani. La prima frazione di gioco si svolgeva a senso unico: Udine dominava, il San Raffaele restava a guardare. Il risultato di metà gara non lasciava dubbi: 27 a 19 per le friulane.
è in quel preciso momento che nel cuore delle giovani capitoline scattava qualcosa di veramente immenso. Al rientro in campo la squadra appariva letteralmente trasformata: Daniela Servillo faceva la differenza con tre triple in tre momenti cruciali: la prima infatti consentiva di portare a termine la rimonta (30-30), la seconda e la terza permettevano l’allungo (41-34).
Il parziale di 21 a 7 fugava ogni dubbio e la gara prendeva una sola direzione, visto che le romane riuscivano poi a “congelare” il vantaggio, aggiudicandosi in contemporanea la sfida e la certezza di essere in finale, ad un passo da un traguardo fino a quel momento impensabile.
Tra il San Raffaele e il trionfo restava lo scoglio più arduo, quella Reyer Venezia data da tutti gli addetti ai lavori come favorita principale per il tricolore.
La prima frazione di gioco, come ampiamente preventivato alla vigilia, risultava in prevalenza di studio. L’importanza della posta in palio bloccava psicologicamente le contendenti che trovavano molta difficoltà nell’andare a canestro. Venezia, tuttavia, si mostrava squadra più compatta e riusciva ad accaparrarsi un discreto vantaggio nelle fasi iniziali del match. è ad inizio ripresa che, animate da una grande voglia di rivalsa, le romane mostravano le unghie alle avversarie mettendo a segno un recupero sensazionale e a ribaltare l’esito del match e a strappare un seccesso che valeva lo scudetto.
“I meriti di questo successo – ha commentato nei giorni successivi il coach Gabriele Diotallevi – sono da estendersi a tutto il gruppo che con grande determinazione e ottimo spirito di sacrificio, è stato in grado di creare giorno dopo giorno i presupposti per vincere questo campionato”.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
del 30 giugno 2007

domenica 1 luglio 2007

Kallos Gimnykòn al Portuense

Vigna Pia: Nuova palestra per la ginnastica artistica in Quindicesimo

Un parterre d’eccezione, dalle più alte cariche istituzionali quali il ministro per le Politiche giovanili e le Attività sportive Giovanna Melandri, a grandi campioni della ginnastica mondiale come Yuri Chechi, hanno impreziosito l’inaugurazione ufficiale della nuova palestra per la ginnastica artistica, presso l’associazione sportiva dilettantistica “Vigna Pia” a via Filippo Tajani.
La struttura, che si va ad aggiungere ad un complesso polisportivo all’avanguardia, è dotata di tutti gli attrezzi necessari per la ginnastica: dal tappeto per il corpo libero alla sbarra, dalle parallele asimmetriche al cavallo con maniglie.
L’inaugurazione, celebrata con l’esibizione di diversi gruppi di giovanissimi impegnati in famosi musical e alcuni esercizi di giovani ginnasti dal sicuro avvenire, ha toccato il momento più alto con l’esposizione itinerante del patrimonio culturale della federazione ginnastica italiana (F.g.i.), rientrante nel progetto ginnico “Kàllos Gimnykòn” (bellezza ginnica). Un viaggio nella storia della ginnastica attraverso un percorso che nasce nell’antica Grecia con le prime Olimpiadi e che confluisce nella storia federale dal 1869 al 2007, scandita dai Giochi Olimpici dell’era moderna.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
del 30 giugno 2007