lunedì 24 settembre 2007

“Il raddoppio del ponte sarà presto una realtà”

Intervista al presidente del XV Municipio Gianni Paris che illustra ai cittadini le importanti priorità dei prossimi mesi. Tra queste, un’opera fondamentale per via Portuense



Un autunno pieno di novità per il Quindicesimo. Ad illustrare quelle ritenute più considerevoli ed imminenti è il presidente del Municipio XV Gianni Paris, che spazia apertamente tra i temi più caldi del momento, anticipando ai cittadini i prossimi impegni previsti dal suo programma.


VIABILITA'
“La novità più rilevante riguarda senz’altro l’allargamento a due carreggiate del ponte di via Portuense all’altezza dell’ex drugstore. Nelle scorse settimane è uscito l’atteso bando delle ferrovie dello Stato che permetterà presto l’inizio dei lavori di basilare importanza per la via Portuense. Il raddoppio del ponticello consentirà contemporaneamente di eliminare il problema traffico in una zona del nostro territorio molto frequentata e allo stesso tempo di creare nuovi percorsi per i mezzi pubblici, collegando direttamente la Portuense con la zona Marconi - Ostiense. Un’altra opera d’estrema importanza e attualmente in fase di elaborazione è la realizzazione di una rotonda su via della Muratella che consentirà al traffico di quella zona di non congestionare il centro di Ponte Galeria”.

SCUOLA
“Prosegue senza soste e con risultati inequivocabili il nostro impegno verso l’azzeramento delle liste d’attesa per i bambini degli asili nido. Dopo le recenti inaugurazioni nel corso della scorsa primavera di due nuove ed efficienti strutture a Casetta Mattei e alla Magliana, stiamo per tagliare il nastro di altri due nuovi centri per bambini da zero a tre anni: il primo a Corviale, il secondo presso la Fiera di Roma a Ponte Galeria, che accoglieranno in totale altri centoventi elementi. Inoltre, durante i recenti mesi estivi, sono stati realizzati numerosi interventi di manutenzione e messa a norma di diverse strutture, che pertanto vanno ad arricchire la qualità dell’offerta per le famiglie dei nostri quartieri”.

AMBIENTE E TERRITORIO
“Il progetto intitolato ‘Dona un albero al pianeta, piantalo nel tuo Municipio’ ha terminato la sua prima fase con la piantumazione di quindicimila alberi in alcune zone strategiche del nostro municipio. Ora intendiamo passare alla fase successiva, cioè quella di coinvolgere la popolazione all’acquisto degli alberi già sistemati, aderendo così, nel nostro piccolo, alle volontà dell’Onu sull’ambiente”.

CULTURA
“Dopo un’estate che ci ha visti protagonisti attraverso molteplici iniziative culturali, tra le quali vorrei rimarcare il grande successo di pubblico della sesta edizione del Premio Fabrizio De André, la stagione degli appuntamenti in piazza è proseguita anche per tutto il mese di settembre con una serie di serate cinematografiche in alcune zone dei nostri quartieri. Questa, inoltre, sarà la prima vera stagione di programmazione del Teatro Arvalia, inaugurato alla fine dello scorso anno in via Quirino Majorana, che vedrà in palisesto un cartellone di tutto rispetto”:

SPORT E TEMPO LIBERO
“Molta attenzione anche per quanto riguarda le attività sportive del territorio: dopo la grande inaugurazione del campo di rugby a Corviale e l’attuale ristrutturazione del campo di calcio del Trullo, organizzeremo altre iniziative sportive sul territorio e seguiremo con trepidazione la seconda stagione consecutiva del San Raffaele Basket in serie A, vero e proprio fiore all’occhiello per il nostro municipio”.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
settembre 2007

domenica 23 settembre 2007

Portuense, quando il sangue si fa amaro

“Il deficit sanitario? Vogliono risanarlo a spese di noi cittadini”.
Laboratori convenzionati in fermento: “Se non si troverà presto un punto d’accordo saremo costretti a tagli dolorosissimi”





Il piano di rientro del deficit nel comparto sanitario lasciato in eredità dal passato e approvato nei mesi scorsi dalla Regione Lazio sta provocando evidenti ripercussioni anche nei poli sanitari del Quindicesimo. Il quadro che si manifesta nei centri assistenziali è quanto mai preoccupante: gli ambulatori delle Asl e quelli ospedalieri gremiti quotidianamente di pazienti che si sottopongono a visite e analisi (con il serio rischio che il piano di riduzione delle liste di attesa resti, al momento, un’aspirata utopia) e laboratori di analisi convenzionati desolatamente deserti, costretti in un’apnea finanziaria che sta provocando ricadute negative sull’occupazione degli stessi medici e impiegati.
“Il deficit sanitario? Vogliono risanarlo a spese di noi cittadini – dichiara Mario Bernacci, in coda dalle prime ore dell’alba presso il San Camillo per effettuare un semplice prelievo del sangue –. Questa situazione è diventata insostenibile: come possono persone allettate o molto anziane, donne con gravidanze a rischio raggiungere le strutture pubbliche, spesso molto distanti dalle zone in cui vivono?”.
Mentre nelle Asl e negli ospedali della zona è caos, nei laboratori convenzionati è calma piatta, forse persino eccessiva.
“Stiamo lavorando da diversi mesi in condizioni di assoluta incertezza e precarietà – mette in guardia il dottor Aldo Anastasi, titolare di due moderni ed efficienti laboratori di analisi cliniche al Portuense e a Monteverde –. Da oltre trent’anni, dal 1975 per la precisione, i nostri centri rappresentano un punto di riferimento per gran parte della popolazione residente nei nostri quartieri. Da sempre garantiamo ai nostri pazienti puntualità, impegno e funzionalità, grazie agli investimenti compiuti nel tempo che ci hanno permesso di lavorare ottenendo risultati al limite della precisione. Purtroppo, la situazione che si è andata a verificare negli ultimi mesi, sta compromettendo seriamente tutto questo, tanto che se non si troverà un punto d’accordo con le istituzioni, saremo costretti a una riduzione dei costi che, inevitabilmente, andranno ad incidere sulle prestazioni e sugli stessi addetti ai lavori, con tagli che diventerebbero dolorosi ma necessari”.
Sulla stessa lunghezza d’onda è l’opinione del dottor Antonio Mastrostefano: “Le limitazioni imposte dalle disposizioni diffuse dal piano di rientro del deficit sanitario della Regione Lazio implicano disagi forse non adeguatamente considerati dal legislatore: molti pazienti hanno ad esempio molte difficoltà a raggiungere le strutture pubbliche, la cui diffusione sul territorio appare tutt’altro che capillare. Le istituzioni competenti indicano come struttura dedicata il Cad (Centro assistenza domiciliare), omettendo però di avvertire che, per le difficoltà di attivazione dovute a carenza di personale, non è sempre disponibile tempestivamente. I pazienti hanno ancora le idee confuse e chiedono le motivazioni di questa situazione, il perché i mass media non hanno dato risalto al problema, quando e se tornerà tutto ‘come era prima’. Molti si sentono addirittura privati della libertà di scegliere la struttura più idonea alla cura della propria salute, soprattutto quando tale scelta era già maturata sulla base della fiducia acquisita a seguito di anni di frequentazione di un centro medico”.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
settembre 2007

Il peso della cultura


Un tempo studiare era un’opportunità riservata solo a pochi; successivamente i termini si erano adeguati e la scuola era diventata dapprima un diritto, poi anche un obbligo per tutti e, laddove una famiglia non fosse stata nelle condizioni economiche di offrire una corretta istruzione ai propri figli, intervenivano le istituzioni con i buoni a sostegno della spesa per il corredo scolastico. Da qualche anno a questa parte, al primo suono della campanella, è pronta puntualmente a partire la crociata contro i costi in ascesa dei libri di testo. Poche settimane fa, le associazioni dei consumatori hanno persino scomodato l’Antitrust che ha chiesto alla Guardia di Finanza di verificare l’andamento dei prezzi negli istituti delle otto principali città italiane. Secondo le stime, quest’anno le famiglie si sono trovate a spendere in libri scolastici intorno a 320 euro per figlio, il 5% in più rispetto al 2006. Nello stesso periodo ha suscitato interesse anche il dato teso a sottolineare che la spesa media settimanale delle famiglie italiane per riviste d’intrattenimento, gossip e cronaca rosa è di 6 euro. A pensarci bene, moltiplicando tale cifra per cinquantadue settimane, si raggiungerebbero esattamente quei 320 euro necessari all’acquisto di tutti i libri di scuola per un anno.
A pensarci altrettanto bene, la differenzia sostanziale tra un libro di letteratura e una rivista che tratta le vicende salottiere di vips più o meno famosi non può limitarsi soltanto a una questione di peso.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
settembre 2007

mercoledì 19 settembre 2007

Infrazione, che passione!



C’è chi passa col rosso, chi effettua sorpassi da brivido, chi mette in atto svolte e cambi di corsia improbabili e chi, perfino, se ne infischia degli attraversamenti pedonali e lambisce gli sventurati passanti, arrivando a sfiorare (e talune volte provocando) un’irrimediabile disgrazia. La situazione riguardo le infrazioni stradali dei romani continua ad essere scoraggiante: in un recente comunicato dell’Asaps, l’associazione amici della Polizia stradale, il quadro viene addirittura definito “allarmante”. Da gennaio ad aprile dell’anno in corso, rispetto a quanto avvenuto nello stesso periodo del 2006, si è registrato un preoccupante aumento delle infrazioni stradali accertate da parte di automobilisti, motociclisti e scooteristi. Sono proprio i conducenti delle due ruote ad aver causato un’impennata delle infrazioni stradali (1.407 quest’anno, contro le 1.114 del 2006).
Oltre alle inosservanze della segnaletica orizzontale e verticale, sono state molteplici le violazioni dei centauri capitolini per guida senza casco o per mancata esibizione di documenti validi; per quanto riguarda gli automobilisti, invece, solo nei primi quattro mesi del 2007, sono state ben 15.891 le infrazioni per il mancato uso delle cinture di sicurezza. Insomma, nonostante le reiterate campagne dei media sulla sicurezza stradale in città, siamo ancora ben lontani dal poter affermare che sulle strade di Roma si possa circolare in tutta tranquillità.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
settembre 2007

martedì 18 settembre 2007

Cartellone ricco, ma è allarme decoro


Presentata la stagione 2007-2008 del Teatro India


La stagione dell’India ha aperto ufficialmente i battenti il 3 ottobre con la prima nazionale, “L’innesto” di Luigi Pirandello per la regia di Monica Conti. Una stagione, quella che si appresta a vivere il teatro di Lungotevere dei Papareschi, ricca di appuntamenti, grazie alla programmazione di tre produzioni interne: “Qui comincia la sventura del signor Bonaventura”, spettacolo sulle strisce di Sergio Tofano diretto da Marco Baliani (dall’8 al 19 novembre), “Ritter Dene Voss”, regia di Piero Maccarinelli (dal 6 novembre al 2 dicembre), “E la notte canta”, regia di Valerio Binasco (dal 13 maggio all’8 giugno del 2008).
a tenere banco è tuttavia un allarme lanciato nelle scorse settimane da Piergiorgio Benvenuti, capogruppo di An alla Provincia di Roma e responsabile del dipartimento Sicurezza di An per il Lazio, che in una nota evidenzia problemi di decoro a seguito dell’insediamenteo abusivo di centinaia di extracomunitari accanto all’ingresso secondario del teatro, abitualmente utilizzato come accesso per i diversamente abili e gli attori. Nella nota Benvenuti sottolinea come “sono state già numerose le segnalazioni inoltrate alle istituzioni dai cittadini del quartiere, ma ancora nessun provvedimento sia stato posto in essere per garantire la sicurezza dello spazio culturale, degli operatori, degli utenti e dei cittadini del quartiere Marconi, che lamentano negli ultimi tempi un incremento di reati come furti di auto, nei negozi e nelle abitazioni”. “A tal riguardo – prosegue Benvenuti – stiamo raccogliendo le firme di protesta fra i cittadini che presenteremo a breve al sindaco Veltroni ed al prefetto di Roma”.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
settembre 2007

sabato 15 settembre 2007

Ottant'anni di magica Roma

L'esposizione all'ex Mattatoio di Testaccio




Ottant’anni di storia giallorossa raccontati attraverso una galleria di maglie, cimeli, foto e giornali d’epoca.
Un percorso lungo otto decenni, che ripercorre le tappe dei successi e dei trionfi, ma anche dei momenti più bui della società. Un’iniziativa senza precedenti quella organizzata dall’unione dei tifosi romanisti, in collaborazione con Regione, Provincia e Comune, presso l’ex Mattatoio di Testaccio: un appuntamento gratuito che ha avvicinato migliaia di tifosi e appassionati giallorossi durante i diciotto giorni di esposizione.
La mostra, composta da venti stand e una vetrina centrale, nella quale sono state messe in bella vista circa 300 maglie originali vestite dai grandi campioni che hanno fatto la storia della Roma, ha ripercorso idealmente tutta la storia della società, nata nel 1927 dalla fusione di Almas, Alba e Fortitudo, con oltre tremila fotografie e cimeli di ogni genere: dagli album delle figurine e gli almanacchi, ai quotidiani di epoche lontane, ai biglietti delle partite storiche.
Tutto parte da quella squadra nata alla fine deggli anni venti, a cavallo delle due guerre mondiali: la Roma di Ferraris IV, il primo capitano, di Corbyons e di Fasanelli. In mezzo una storia “magica” come l’aggettivo che da tanto tempo identifica la squadra giallorossa, fatta di trofei e ricordi di una città assai diversa da quella attuale. Il percorso della mostra non poteva che chiudersi con il passato più recente, la presenza degli ultimi due trofei vinti: la coppa Italia conquistata la scorsa stagione e la supercoppa italiana “strappata” all’Inter poche settimane fa.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
settembre 2007

mercoledì 29 agosto 2007

Vigna Jacobini: via alla riqualificazione

I lavori sono iniziati dopo che il Comune ha ottenuto l’autorizzazione dai familiari delle vittime, proprietari del terreno. Nell’area è prevista la realizzazione di un parco “della memoria”




Dopo quasi nove anni di attesa, finalmente qualcosa si è mosso. Il consiglio provinciale di Roma ha approvato all’unanimità un ordine del giorno per la realizzazione di un’area dedicata ai bambini nella via del Portuense nella quale il 16 dicembre 1998 il crollo del palazzo al numero civico 65 causò la morte di 27 persone.
Vi nascerà in futuro un parco giochi che, oltre a riqualificare un’area da troppo tempo abbandonata a sé stessa, avrà un forte significato mnemonico per ricordare il tragico evento di quella sciagurata notte di fine autunno e le persone che persero la vita tra le macerie del palazzo.
Al percorso di riqualificazione di via di Vigna Jacobini parteciperà anche il Municipio Roma XV: proprio dalla massima carica istituzionale del Municipio, il presidente Gianni Paris, è giunta una dichiarazione carica di soddisfazione per l’approvazione dei lavori: “Si ridà vita a un luogo dove è avvenuta la tragedia che tutti tristemente ricordiamo. Inizia così un processo di recupero che prevederà per quest’area una sistemazione a verde pubblico. è inoltre intenzione del Municipio dedicare il futuro parco che qui sorgerà alle ventisette vittime che persero la vita schiacciate dal crollo di quella notte”.
L’inizio del piano di recupero dell’area, dopo anni di amarezze e ritardi giudiziari, ha suscitato la soddisfazione anche del comitato delle vittime del Portuense che per voce del presidente Roberto Anconetani ha dichiarato: “Finalmente, dopo otto anni e mezzo dalla tragedia, il terreno dove sorgeva la palazzina è stato dissequestrato. Tanto ci è voluto al sistema giudiziario per decidere che ormai tutti gli elementi di prova che potevano essere raccolti erano esauriti. Purtroppo, a questa decisione si è arrivati senza che le responsabilità venissero definite e perseguite, anche perché nel frattempo è intervenuta la prescrizione. Almeno, dopo che il vincolo del sequestro è stato rimosso, è stato possibile mettere fine allo squallore e al degrado che regnavano a via di Vigna Jacobini; abbiamo chiesto l’intervento del Comune di Roma e fornito le autorizzazioni necessarie per accedere al terreno e iniziare l’opera di risanamento. L’amministrazione ha provveduto con velocità ed efficienza a far rimuovere la vegetazione selvaggia, i rifiuti e le macchine da stampa che ancora occupavano il terreno, ed a realizzare una nuova recinzione per rendere sicura l’area. In futuro, il terreno dovrebbe ospitare un progetto pubblico, un luogo della memoria: una scuola, o un parco dedicato ai bambini, come discusso dai consigli della Provincia e del XV Municipio. Questo si renderà possibile dopo la realizzazione dell’accordo che stiamo discutendo con il Comune di Roma per un’operazione di compensazione edilizia, che darà alle nostre famiglie la possibilità di acquisizione delle case comunali già assegnate e di nuove abitazioni in via delle Vigne; a settembre contiamo di superare le ultime questioni ancora aperte e definire la soluzione che dovrà essere confermata da tutti gli aventi diritto”.


Federico Boccadoro
"La Piazza"
agosto 2007

giovedì 26 luglio 2007

La stagione di Simone

Simone Cristicchi, reduce dalla vittoria sanremese, si racconta: dagli insegnamenti umani di De André e Gaber, ai temi sociali a lui cari come le storie di matti e manicomi


Simone Cristicchi


Lettere, poesie, frasi insensate accennate su fogli stracciati, calligrafie “da prima elementare”. Documenti dimenticati negli archivi, volutamente mai giunti al destinatario e accuratamente allegati alle cartelle cliniche dei pazienti di un manicomio.
Il disagio mentale, i personaggi che trascorrono la loro vita a passeggiare su e giù per una corsia, l’emarginazione, diventano i segni inconfondibili di un unico discorso che Simone Cristicchi, trentenne cantautore romano nato nel popoloso quartiere Tuscolano, porta con sé nelle sue canzoni, rigorosamente d’autore. Margherita, Pipolo, Antonio, il Professore: sono loro i matti che Simone ha incontrato durante il servizio civile, ma anche i matti che noi tutti conosciamo, che ci vivono accanto e che spesso facciamo finta di non considerare.
“Chi è, oggi, il matto? Antonio, che è da quarant’anni chiuso in un manicomio o colui che, non accettando i limiti imposti dalla società, esprime senza barriere le proprie idee?”
Se lo chiede il Cristicchi trionfatore sanremese, mentre sul palco di un altro festival, quello del “Premio De André” alla Magliana, improvvisa, chitarra alla mano, “La domenica delle salme”, davanti agli occhi lucidi di Dori Ghezzi e applaudito da una platea accorsa lì tutta per lui.
“Per me è un onore immenso – rivela in confidenza – fare un omaggio a un grande artista, che per quanto mi riguarda è anche un grande amico. De André è stata una fonte di grandi insegnamenti dal punto di vista musicale e umano per il suo messaggio che ha portato; la sua coerenza è un faro illuminante per la crescita d’ogni cantautore”.
Quello di Simone, sin da bambino, è stato un grande amore per la canzone d’autore, soprattutto per quella italiana: “Se De André ha ‘spaccato in due’ la musica nostrana, non vorrei dimenticare altri grandi personaggi come Gaber, Battisti, Lauzi, Conte, Endrigo ed anche Battiato e Fossati, tutti maestri indispensabili per la mia crescita”.
La musica non deve essere un argomento per pochi e cantare in un quartiere periferico come la Magliana stimola Cristicchi più di ogni altra cosa: “Ritengo che ogni buon cantautore che si rispetti abbia il dovere di portare la musica in periferia. Le canzoni non devono mai assumere connotati elitari e la cultura dei quartieri è necessaria per la crescita di un’intera città”.
I racconti di Cristicchi aggiungono storie alle sue canzoni. “Centro d’igiene mentale” è la sua prima fatica editoriale che ci porta le testimonianze raccolte direttamente dal centro d’igiene mentale di Roma.
“L’opportunità di scrivere un libro mi ha aperto un nuovo mondo, mi ha dato la possibilità di liberarmi dalle regole imposte dalla sinteticità e dalla durata di una canzone e di raccontare dettagliatamente le storie che mi stavano più a cuore”.
“Centro d’igiene mentale” non è soltanto un libro, ma anche uno spettacolo teatrale che il cantautore ha presentato in tutta Italia durante la scorsa primavera e nel quale il tema del disagio mentale viene affrontato attraverso le voci di una galleria di personaggi che mettono continuamente in comunicazione una sensibilità esasperata e acuta con lo sguardo dello spettatore.
Cristicchi cantante, Cristicchi autore e adesso anche scrittore e attore. Non sorprendetevi se un giorno, come il suo matto amico Antonio, un giorno riuscirà pure... a volare.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
luglio 2007

martedì 24 luglio 2007

Dalla Magliana all’Eur, due minuti sorvolando il Tevere



Ci vorranno due minuti, contro i 40 che nell’ora di punta si impiegano in macchina o in autobus, per raggiungere la stessa destinazione: dalla Magliana alla stazione della metro dell’Eur ci si arriverà in funivia.
Il sindaco Walter Veltroni ha deciso di spingere sull’acceleratore per il progetto della cabinovia, progettato da RomaMetropolitane e interamente finanziato dal Comune con 12 milioni di euro. L’intervento verrà realizzato grazie ai poteri speciali sul traffico conferiti al sindaco dal governo.
L’opera sarà pronta a pertire dal 2009: si potrà viaggiare sulla cabinovia come fosse un bus o una metro, utilizzando il bit, il biglietto integrato a tempo. Un tracciato di 650 metri che sorvolerà la via Ostiense, la via del Mare, un circolo sportivo, il viadotto della Magliana (dove raggiungerà l’altezza massima di 35 metri dal suolo), il fiume e l’argine del Tevere, vicino alla pista ciclabile, che però non verrà interrotta. I due capolinea saranno la stazione metro della Magliana e, dall’altra parte del fiume, la scuola “Otto Marzo”, attualmente in stato di abbandono, a via Impruneta. Lungo il cavo d’acciaio si muoveranno 32 cabine da otto posti ciascuna, con frequenze di 10 secondi, che potranno portare fino a 4000 passeggeri l’ora e nelle quali sarà ammesso anche il trasporto delle biciclette.
Bicicletta e cabinovia contribuiranno così ad incrementare il sistema dell’intermodalità dei mezzi di spostamento utili a ridurre l’uso dall’automobile in una città sempre meno vivibile per quanto riguarda gli aspetti della mobilità.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
di luglio 2007

venerdì 20 luglio 2007

Premio De André: ha vinto la musica

Grande successo di pubblico per la sesta edizione della kermesse diventata un appuntamento fisso in XV, atteso dai fedelissimi del cantautore genovese e dagli amanti delle parole d’autore.



Alla fine della sesta edizione del “Premio Fabrizio De André” c’è una sola vincitrice: la musica. Talmente alto è stato infatti il livello delle canzoni d’autore di questo festival che per la giuria, presieduta da Dori Ghezzi e composta da figure di spicco della pubblica amministrazione e del giornalismo, non deve essere stato per niente facile decretare i nomi degli assegnatari dei premi per le sezioni “miglior interprete”, “canzone d’autore” e “poesia”.
Al gruppo palermitano Cordepazze, formato da Alfonso Moscato (voce e chitarra), Michele Segretario (pianoforte e sintetizzatori), Giacomo Di Cara (basso elettrico), Vincenzo Lo Franco (batteria e percussioni), Francesco Incandela (violino) e Davide Severino (tromba), la giuria ha assegnato il premio per il “miglior interprete”, mentre i forlivesi Jang Senato (Gulma alla voce e archi finti logan, Alfredo Nuti alle chitarre, Lollo al piano elettrico e synth, Filippo Mosconi al basso e Mocambo alla batteria e loops) sono stati premiati come “miglior canzone d’autore” e si sono aggiudicati anche la targa Rockol.it, consegnata dal portale della musica italiana che ha dedicato ampio spazio alla manifestazione.
Per quanto riguarda la sezione “poesia”, il premio è andato a Ivan Fedeli con la poesia “Voci e giorni del Giordano allenatore”, declamata nel corso della serata conclusiva da un appassionato e coinvolgente Dario Salvatori.
La sesta edizione del “Premio Fabrizio De Andrè” è stato un successo indiscutibile sotto il profilo della partecipazione cittadina: alla Magliana, nell’ampio spazio a disposizione della piazza intitolata al cantautore genovese scomparso nel 1999, si è registrata una folta affluenza di pubblico proveniente non solo dalle case circostanti, ma anche da altre zone periferiche della città; segno evidente che manifestazioni di questo genere, realizzate in luoghi suggestivi come piazza De André e organizzate in maniera impeccabile per quanto concerne la scelta degli artisti, tendono ad avvicinarsi sempre più alla gente comune, pur mantenendo un aspetto artistico marcatamente d’autore.
Accanto ai musicisti e poeti emergenti, anche quest’anno la kermesse è stata caratterizzata dalla partecipazione di grandi ospiti della musica italiana: Banda Arvalia & Aida Satta Flores, Nielsa, Riccardo Sinigallia, Agricantus, Nando Citarella e i Tamburi del Vesuvio, Peppe Voltarelli, Antonella Ruggiero, Giovanni Nuti, Sud Express, Mariano Deidda, Ginevra Di Marco, Parto delle Nuvole Pesanti e Simone Cristicchi hanno portato la loro musica sul palco di piazza De Andrè. Insieme a loro, anche il giovane e talentuoso attore Ivan Bacchi, il comico cantautore Andrea Rivera, che si è distinto per la sua satira ficcante e intelligente e il giornalista Dario Salvatori, che nel corso delle tre serate sono intervenuti in qualità di lettori d’eccezione delle poesie in concorso.
Anche il presidente del Municipio Roma XV, Gianni Paris, si è dilettato (con eccellenti risultati) a salire sul palco e a interpretare, chitarra in spalla e voce vibrante, un brano di De André.
Peccato soltanto per il forfait dell’ultimo minuto di Edoardo Bennato che, a causa di un’indisposizione, ha dovuto disertare la manifestazione, rimandando la sua presenza alla prossima edizione.

Federico Boccadoro
"La Piazza"
luglio 2007